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.E' una rassegna di teatro indipendente organizzata dagli attivisti di Insurgencia, iniziata il 6 maggio scorso. I prossimi appuntamenti sono: sabato 29 maggio con Martiri della libertà, spettacolo sulla resistenza; giovedì 3 giugno con Terroni e il 6 giugno con Lo strano caso di Felice C di Vincenzo Salemme, commedia sullo scontro di ideologie, modi di essere e regole sociali diverse. Il costo di ogni singolo spettacolo è di 4 euro ma è possibile sottoscrivere abbonamenti all’intera rassegna.
.Napoli - “Nisida, come parco letterario” è un progetto che ha portato i ragazzi ospiti nell’istituto penitenziario minorile alla realizzazione del fotoromanzo “Se cambia il finale” ispirato al racconto di Dumas - nella storia inventata dai ragazzi, infatti, il principe malvagio muore - ma è soprattutto un’iniziativa che ha portato i giovani reclusi a incontrare giovani scrittori e a lasciarsi emozionare dai loro racconti. Dal percorso formativo è venuto fuori, infatti, un volume intitolato “Racconti per Nisida” che raccoglie contributi di Riccardo Brun, Elio Capriati, Benedetta De Falco, Maurizio De Giovanni, Antonella Del Giudice, Maria Franco, Mario Gelardi, Giusi Marchetta, Tjuna Notarbartolo, Antonella Ossorio, Fabio Pagliarini, Angela Procaccini, Luigi Pingitore, Patrizia Rinaldi, Nando Vitali. Prefazione di Dacia Maraini. Il libro fuori commercio è edito da Mario Guida.

.Un happening musicale. Ma anche un momento di dibattito. Un sì convinto a una “Napoli città per tutti e città per il mondo”. È il claim e il senso dell'iniziativa organizzata domenica pomeriggio (16 maggio 2010, ndr), dalla Comunità di Sant’Egidio di Napoli. Promossa con uno spot realizzato da Massimo Ranieri, trasmesso da Metronapoli, Tv e radio private e dal Tg3. Alla manifestazione hanno partecipato un migliaio di persone, con un corteo guidato da bambini napoletani e stranieri, tra i quali molti rom. Hanno aderito personalità politiche e istituzionali, artisti, associazioni varie, parrocchie e Ordini religiosi. Sono partiti da piazza del Gesù a Napoli e hanno percorso le vie del centro storico partenopeo, fino ad arrivare in piazza Dante.

. Il bullismo omofobico è un fenomeno frequente nelle scuole e suscita crescente interesse nella comunità scientifica partenopea. Il 17 Maggio, giornata mondiale contro l'omofobia, presso il liceo scientifico "N. Braucci" di Caivano, nel napoletano, si tiene la giornata conclusiva del progetto: "Tra prepotenze e discriminazioni”. Il progetto – di durata biennale, per la prevenzione del bullismo omofobico nella scuola -, è coordinato dal prof. Paolo Valerio e da Anna Lisa Amodeo dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. È stato promosso, infatti, dai dipartimenti di Neuroscienze e di Scienze Relazionali, dalla Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica e dalla piattaforma www.bullismoomofobico.it dell'università federiciana.

.Afro Napoli United, la prima squadra di calcio dilettantistica che ha cercato di promuovere l’integrazione grazie al pallone, tra napoletani e immigrati africani, ha vinto la Coppa Partenope Aics, battendo per 1 a 0 l’avversario. Circa quindici ragazzi provenienti dall’Africa, insieme a un gruppo di tredici partenopei sono l’organico dell’Afro-Napoli United, formazione che milita nel torneo amatoriale del campionato provinciale Aics. È il calcio dell’integrazione. La partecipazione all’evento è il primo traguardo raggiunto dall’associazione sportiva Afro-Napoli, fondata a ottobre dello scorso anno da Sow Hamath e Antonio Gargiulo, un commercialista impegnato da sempre nel campo del sociale.

 

.Saranno al mercato Caramanico (più noto come mercatino dei vestiti e delle scarpe) di Poggioreale ogni lunedì e venerdì fino a luglio e distribuiranno libri di ogni genere a curiosi e passanti. A cimentarsi nel bookcrossing, una pratica per incentivare la lettura arrivata nel nostro Paese nel 2002, sono i "cittadini" di Canone Inverso, come preferiscono denominarsi gli utenti dell’omonimo centro diurno di riabilitazione psicosociale gestito dalla cooperativa sociale Il Calderone in collaborazione con il Distretto 33 del Dipartimento di salute mentale dell’Asl Napoli 1.

Avvocato di strada Un matrimonio finito male, un lavoro perso, una malattia improvvisa, la condizione di immigrato irregolare: sono molteplici e sempre più complesse le cause che portano una persona a vivere per strada. Per far sì che queste persone oltre a un tetto non perdano anche i loro diritti, in numerose città italiane opera Avvocato di Strada, un’associazione che riunisce avvocati professionisti, i quali in maniera volontaria e gratuita forniscono tutela giudiziale e stragiudiziale ai senzatetto. A Napoli sono arrivati nel 2007 e si possono trovare tutti i martedì mattina, in largo Donnaregina 22. L'esperienza è diventata concreta grazie all'ufficio Migrantes della Caritas nel 2009, con la collaborazione dei mediatori culturali dell'associazione Il Pioppo. L'Ordine degli avvocati di Napoli, invece, ha messo a disposizione dieci legali.

.Si è conclusa con un confronto pubblico, tra le idee, i disegni e le voci dei bambini, la prima fase del progetto di riqualificazione del parco in via Case Puntellate. Grazie al contributo dell'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Napoli, del centro di educativa territoriale La collina dei ragazzi - gestito dalla cooperativa sociale La locomotiva onlus -, in partenariato con il Wwf Campania, sarà riqualificato lo spazio verde in via Case Puntellate, nel quartiere Vomero a Napoli, con il coinvolgimento in tre laboratori di progettazione di bambini e insegnanti della scuola elementare “E.A. De Mario”. L’iniziativa del quartiere collinare rientra nel progetto sperimentale di Agenda 21 locale, dal titolo “Rispolveriamo la città. Percorsi educativi di analisi e progettazione del paesaggio urbano”. Gli obiettivi sono: riqualificare l'ambiente urbano, rendendolo più vivibile e a misura di bambino; diffondere la cultura del rispetto del territorio e della cittadinanza partecipata, a cominciare dai più piccoli.
Fragili, poveri e non tutelati; propensi al rischio estremo e a vendere il proprio corpo. È la descrizione dei giovani "sex workers" a Napoli, venuta fuori dai dati del progetto Io, realizzato dalla cooperativa sociale Dedalus e finanziato dal Comune di Napoli. Un’iniziativa socio-sanitaria, partita a febbraio 2009, per minori e giovanissimi coinvolti nella prostituzione maschile minorile in città e per l’orientamento della cittadinanza sul fenomeno. In un anno di attività sono stati raggiunti circa 300 ragazzi: hanno tra i 16 e i 24 anni, sono per lo più rom, bulgari, rumeni, tunisini, marocchini. Con il lavoro di strada e la mediazione culturale, gli operatori di Dedalus, che dal 1981 si occupa delle problematiche legate ai flussi migratoti, hanno osservato il fenomeno da vicino e provato a ridurre il danno, individuando per ognuno di loro un percorso di riabilitazione.
.Napoli – ‘Il Girasole’ è un centro dove trovano sostegno e protezione le vittime di abusi familiari - fisici, psicologici, sessuali, economici e stalking - e di violenza assistita: le madri e gli adolescenti e i bambini presenti alle violenze. Offre immediatamente un luogo protetto in cui vivere – è in rete con l’unico centro di prima accoglienza femminile napoletano, Agape -, dispone di un numero verde, linee telefoniche d’emergenza e attiva percorsi di aiuto in tutte le situazioni legate alla violenza. La sede è a Napoli, in via Tarsia, ma le attività hanno trovato ospitalità anche alla biblioteca Flora in via Nicola Nicolini e in via E. Torricelli 458. Dal 2008 - anno di nascita del Girasole - al 2009, vi si sono rivolte 152 donne per lo più napoletane, 123 di queste hanno affrontato il percorso di emancipazione dalle violenze, superando il primo ostacolo: recarsi allo sportello e fornire il nome e il cognome. “Il nostro primo obiettivo è rassisurarle sulla tutela dei figli, poi ogni tappa del percorso è spiegata e condivisa”, racconta Cristina Maiorano, avvocato del centro.
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