Dottor Monorchio, spesso i genitori, quando ad ammalarsi sono i propri figli, si fanno prendere dal panico.
“Il panico non aiuta mai a giudicare le cose per quello che sono realmente, e impedisce di essere sereni. Non solo i media, ma anche gli stessi cittadini debbono riflettere sugli atteggiamenti che hanno, sulle cose che dicono al vicino di casa, al collega, all’amico: anche un singolo atteggiamento sbagliato, una frase eccessivamente allarmistica, possono determinare il panico”.
Vaccino sì o vaccino no?
“Tutte le categorie a rischio si devono vaccinare, non ci sono motivi validi per non fare la vaccinazione”.
Ma questa influenza, cos’ha di diverso rispetto a quella stagionale?
“L’influenza A è assolutamente meno aggressiva, anche se più contagiosa, rispetto a quella satagionale. Il numero di morti a cui stiamo assistendo, sembra strano, ma è del tutto fisiologico. Si tratta di decessi che avvengono normalmente quando c’è un picco influenzale, più sale il numero di contagiati, più sale quello delle persone che non ce la fanno. In Campania il numero di persone contagiate si è ampliato prima che in altre regioni d’Italia, per questo motivo c’è stato un numero di decessi maggiore”.
Cosa devono fare i genitori preoccupati per la salute dei propri figli?
“In questi ultimi giorni, devo dire, la tensione si è un po’ stemperata. Al Santobono, per esempio, c’è molta meno gente al pronto soccorso, a differenza ei giorni precedenti in cui le richieste erano tantissime. Questo vuol dire che la gente, probabilmente, è più cosciente della reale portata del virus A/H1N1, e sta ridimensionando il fenomeno”.
Quali sono gli sforzi che gli enti locali stanno mettendo in campo per combattere l’ondata influenzale?
“In merito a questo, sono rimasto un po’ deluso. già nel mese di giugno la Croce Rossa di Napoli aveva messo a disposizione dell’assessorato regionale alla Sanità i propri volontari, circa 3 mila, ed i propri mezzi per una campagna di formazione-informazione gratuita per tutti i cittadini e per tutte le categorie a rischio, chiedendo di costituire un tavolo specifico. Ad oggi, non ci è arrivata alcuna risposta. Poi apprendo che la Regione ha scelto di stampare una serie di volumetti al costo di 200 mila euro, che verranno distribuiti, tra le altre cose, a dicembre, quando ormai saranno del tutto inutili”.
Siete ancora disponibili ad informare gratuitamente personale sanitario e cittadini?
“Certamente. Auspichiamo, inoltre, che l’assessorato alla Sanità e le Istituzioni regionali vorranno in futuro tenere maggiormente in considerazione un ente così importante nel mondo, in Italia ma anche nella nostra regione e provincia, dando allo stesso quello spazio che merita per quanto fa per i cittadini, in particolare per chi vive nel disagio e nella sofferenza”.
10/11/2009
Stefano Piedimonte