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Vincenzo Ferrara, direttore della Fondazione Cannavaro Ferrara: "Insieme per il riscatto di Napoli"02/10/2009 15:24
.Qual è lo scopo con cui suo fratello e Fabio Cannavaro hanno costituito la fondazione?
“Ciro e Fabio erano lontani dalla propria città da un bel po' di tempo. Così, anche per dare un segno visibile della propria presenza, hanno voluto creare una struttura stabile sul territorio che si dedicasse ai minori, e in particolare a quelli considerati ‘a rischio’. L’obiettivo era ed è quello di dare loro un’occasione di riscatto sociale e di benessere, la stessa occasione che i due fondatori avevano avuto nella propria vita”.
 
Come vengono create queste occasioni di riscatto?
“Raccogliendo fondi presso aziende, istituzioni, eventi, e destinandoli a progetti sociali sul territorio. Tutto ciò avviene in partenariato con associazioni, cooperative, comunità religiose”.
 
Quali sono i maggiori progetti che avete finanziato?
“Siamo partiti dalla ludoteca Annalisa Durante, per poi passare a campagne di sensibilizzazione sullo sport, o sull’uso del casco, abbiamo sostenuto progetti sanitari come l’acquisto di un’ambulanza per il secondo Policlinico, ristrutturato due camerette al Santobono, comprato un macchinario per l’unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Monaldi, e sempre lì abbiamo finanziato il progetto ‘Dottor Sorriso’: attività di clown terapia per bambini cardiopatici. Con il nostro ultimo progetto, ‘Campioni nella vita’, abbiamo riportato alla luce un centro sportivo di Scampia mai completamente realizzato, ostaggio di animali, rifiuti, ricovero per tossicodipendenti. Ora invece ospita circa 350 ragazzi che giocano e seguono attività di sostegno scolastico. I più grandi seguono invece i corsi di formazione professionale”.
 
Il vostro ruolo è solo quello di finanziare?
“Noi siamo ‘intermediari filantropici’, amiamo definirci così. Raccogliamo fondi e li destiniamo ai progetti, assicurandoci che finiscano in buone mani. I progetti vengono valutati prima dal nostro comitato etico, poi dalla direzione. Non dimentichiamo che, oltre alla professionalità di tutti gli operatori della fondazione, ci sono due personaggi famosi che hanno scelto di ‘metterci la faccia’, assumendosi tutte le responsabilità che ne conseguono”.
 
Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro vengono di persona in fondazione?
“Sì, la loro presenza è un dato di fatto, anche considerando i moltissimi impegni a cui devono far fronte. I ragazzini li hanno incontrati diverse volte, e questo, ovviamente, ha suscitato in loro grande emozione”.
 
E’ facile recuperare fondi a Napoli?
“Non è mai semplicissimo recuperare fondi. Ma un po’ grazie al nostro modo di operare, che è decisivo, un po’ grazie ai cambiamenti nella società a cui stiamo assistendo, ci si riesce efficacemente. Ritengo che il mondo sia un po’ più sensibile di prima rispetto ai temi sociali. Una volta erano le singole persone, i benefattori, che finanziavano i progetti. Ora quest’epoca è terminata, e ci si avvia verso un mondo più etico, dove la responsabilità sociale è avvertita anche dalle aziende private. Nel Nord Italia questo fenomeno è già molto presente, mentre al Sud si sta affermando. Solitamente le aziende sostenitrici sono quello che hanno al loro interno una sezione marketing”.
 
I vostri progetti futuri?
“Intanto pensiamo a mantenere attivi i progetti che abbiamo già messo su, e speriamo che ne venga finanziato qualcun altro. Abbiamo saputo che il progetto “Sane Stelle”, per il recupero dei materiali attraverso attività di tipo scolastico, nel quartiere Sanità, verrà rifinanziato grazie a un protocollo stipulato con un ordine professionale. Questa, per ora, è una notizia molto positiva”.
 
Stefano Piedimonte
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