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Due milioni di disoccupati: tra loro soprattutto giovani02/12/2009 19:21
.Napoli – In Italia oltre due milioni di persone sono senza lavoro. Lo dice l’Istat che nel rapporto diffuso in questi giorni rileva un tasso di disoccupazione pari all’8% nel mese di ottobre del 2009 (era del 7,8% a settembre). Un dato che non si raggiungeva dal 2004 e che tocca un picco record del 27% se si considerano i giovani fino ai 24 anni. Più esattamente, le persone in cerca di occupazione sono 2.004.000, 39mila in più rispetto al mese precedente e 236mila in più rispetto all’ottobre dell’anno scorso. A ottobre il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni era al 26,9% (0,6 punti in più rispetto a settembre, 4,5 punti in più su ottobre 2008). Stando sempre ai dati dell’Istituto di statistica nazionale, il tasso di occupazione nel nostro Paese è pari al 57,6%: 23milioni e 99mila occupati, un numero invariato rispetto al settembre 2009 e inferiore dell’1,2% rispetto all’ottobre 2008. Una situazione che riflette l’accumularsi di una serie di congiunture negative: diminuiscono i lavoratori autonomi nelle piccole imprese, ci sono sempre meno dipendenti a termine, si riduce anche il numero dei collaboratori mentre aumenta l’esercito dei precari o degli “invisibili”.
 
Se da una parte c’è chi perde il lavoro o viene messo in cassa integrazione, dall’altro c’è chi neanche lo cerca. In questo senso, i dati dell’Istat sono ancor più preoccupanti e ci raccontano di una giovane Italia sempre più scoraggiata e sempre meno intraprendente. Il tasso di attività – ovvero il numero di persone che, pur essendo in età da lavoro, non ne hanno uno e non si pongono neanche sul “mercato del lavoro” – è oggi del 37,4%, l’1,4% in più rispetto all’anno precedente, circa 210mila persone in più di persone che rinunciano a cercare un’occupazione. Il numero complessivo di inattivi (di età compresa tra i 15 e i 64 anni) è più esattamente uguale a 14.741mila. In questo mare di persone – ed è questa la vera novità dell’attuale crisi economica – finiscono anche moltissimi uomini, scoraggiati anch’essi, oltre alla donne e ai giovani meridionali, che rappresentano storicamente “lo zoccolo duro” del Paese, dalla totale mancanza di prospettive occupazionali. La maggior parte dei 284mila posti persi nell’anno ha infatti riguardato gli uomini con 217mila posti persi, mentre le donne ne hanno persi 67mila.
 
Penalizzato, come sempre, il Sud. Emblematico è il caso della Campania, che ha un tasso di inattività pari al 51% contro il 37% in media nazionale. La rinuncia alla ricerca del lavoro soprattutto nella regione è poi un dato in crescita soprattutto tra i giovani tra i 25 e i 34 anni. Quanto ai senza lavoro, anche secondo l’ultimo rapporto Bankitalia (pubblicato nel giugno 2009) la Campania nel 2008 si conferma come la regione con il tasso di disoccupazione più elevato d’Europa: a Napoli sono occupate solo quattro persone su dieci. La situazione appare comunque migliore della media europea che registra una disoccupazione del 9,8% nella zona euro, secondo i dati Eurostat. “Siamo significativamente al di sotto della media Ue - ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi - gli ammortizzatori sociali hanno funzionato”. Se per Confindustria “il peggio è alle spalle”, la Cgil sottolinea che “il peggio arriva adesso”. Dello stesso parere il segretario del Pd Pierluigi Bersani che ha commentato “si torna indietro di sei anni”.
 
M. N.
 
2 dicembre 2009
 
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