Napoli – ''Comprendo la protesta per le grandi difficoltà degli operatori delle Case Famiglia, che vivono un grave disagio causato dal ritardo dei pagamenti delle spettanze dovute, per un servizio indispensabile e di primaria importanza quale quello dei minori affidati dall'autorità giudiziaria''. Lo sottolinea Giulio Riccio, assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli. ''In ogni caso - aggiunge - vorrei rassicurare gli operatori e i gestori di case famiglia che l'Amministrazione comunale manterrà l'impegno di pagare, entro la fine del mese di gennaio, due milioni di euro”. Intanto, da lunedì scorso, un nutrito gruppo di operatori sociali, circa una trentina, occupa alcuni locali del servizio Politiche sociali della sede comunale di vico Santa Margherita a Fonseca - dormono nei corridoi, avvolti in coperte e nei sacchi a pelo - e continueranno a farlo fino a quando non gli saranno riconosciuti i circa 37 milioni di euro che gli spettano dal 2008, in alcuni casi anche dal 2006. “Se li possono tenere i due milioni di euro, valgono per un solo bimestre”, commenta Cesare Romano, presidente del Sam.
“Siamo riusciti ad andare avanti grazie all’aiuto delle banche – racconta Romano -, ma da qualche mese i rubinetti sono stati chiusi, perché non si fidano più del Comune, perciò siamo stati costretti a interrompere il servizio di accoglienza. Ma le comunità sono ancora aperte e c’è bisogno del piatto a tavola per circa 500 ragazzi. Poi, ci sono i fornitori e circa 1500 operatori che aspettano di essere pagati da mesi – chiosa -. Anche se minacciano di sgomberarci la nostra battaglia andrà avanti in altri modi”. Dopo 19 mesi di ritardo nei pagamenti e l’occupazione degli uffici alle politiche sociali di via Margherita a Fonseca, due milioni di euro è quanto il Comune di Napoli è disposto a corrispondere ai gestori delle case famiglia, per i bambini vittime di abusi o sottratti alla criminalità organizzata. “Con gli operatori del Sam abbiamo avuto un incontro a inizio dicembre – dice l’esponente della giunta Iervolino -. In quell'occasione è stato assicurato un trasferimento di risorse entro il 25 gennaio e precisamente una tranche di 2 milioni di euro: fondi di competenza del Comune che ci deve trasferire la Regione. Comprendo naturalmente - prosegue - la loro difficoltà e la legittimità della protesta. Hanno chiesto un incontro col sindaco? Oggi ne parlerò con la Iervolino”.
Il sindaco Iervolino gli ha accordato un incontro per domani mattina alle 10,00; mentre questa sera si terrà, presso la sede della Regione Campania, un incontro a porte chiuse con gli esponenti del Comune. L’oggetto del contendere tra i due Enti è la mancata rendicontazione alla Regione, da parte dell’amministrazione comunale partenopea, dei fondi ricevuti nel 2008 e nel 2009, destinati proprio ai servizi residenziali per minori. “Faccio appello al presidente Bassolino perché intervenga a sbloccare la situazione – commenta l’assessore comunale -. Resta, infatti, vivissima la preoccupazione del Comune, perché a oggi la Regione Campania non ha trasferito le risorse dovute, mettendo seriamente in discussione e altamente a rischio la continuità di un servizio indispensabile, oltre a venir meno agli impegni assunti a fine anno”. In Campania esistono un centinaio di case famiglia. Solo Napoli ne assorbe circa 70, dislocate su tutti i quartieri.
19 gennaio 2010
Raffaella Maffei