Napoli - Nell'ultima riunione del Consiglio dei Ministri, venerdì scorso, é stato approvato un disegno di legge che delega il Governo alla redazione di un testo unico in materia di Servizio civile nazionale. “Per riorganizzare e aggiornare la normativa esistente, alla luce del definitivo chiarimento operato dalla Corte Costituzionale nel 2004 circa il significato del principio costituzionale di difesa della Patria, definito perseguibile anche con attività di impegno sociale non armato”, è scritto in una nota diramata dallo stesso Governo. Il Servizio civile nazionale, come ha illustrato il sottosegretario Carlo Giovanardi – autore del disegno di legge su delega del presidente Berlusconi -, “è notevolmente cambiato nel corso degli ultimi anni. La normativa necessita di interventi che consentano di superare alcune discrasie interpretative, ma soprattutto di prendere atto delle nuove esigenze: ripartire adeguatamente la materia fra i livelli di governo statale, regionale e provinciale; delineare lo status dei giovani impegnati nel servizio; rivedere l’orario, articolandone la durata; il tutto al fine di stimolare i giovani ad avvalersi di questo strumento formativo per la persona e di ausilio sociale e civile”.
Giovanardi ha anche sottolineato l’importanza di incentivare le domande di accesso nelle aree del Paese dove minore è la diffusione del Servizio. La distribuzione territoriale, infatti, risulta più carente nel Nord, pertanto il disegno di legge propone la mobilità interregionale, da attivare in caso di carenza di domande per la partecipazione a progetti nelle aree con carenza. Migliorerà il sistema di accreditamento degli Enti e di valutazione dei progetti, su quali impegnare i giovani e saranno individuati criteri di priorità per quelli finalizzati all’assistenza a categorie di persone particolarmente svantaggiate.
“Accolgo positivamente la notizia di riforma - afferma Enrico Maria Borrelli, presidente di Amesci -. Il sistema necessita di un intervento profondo, alla sua rapida diffusione ha mostrato crepe e limiti. L’elemento nuovo del coinvolgimento dei ministeri del Welfare e della Gioventù spero consentirà al Servizio civile di collegarsi non solo con le altre aree di interesse per i giovani, ma anche allo stesso Governo di definire una programmazione più ampia, soprattutto per le risorse economiche, sempre più insufficienti alla necessità di dare risposte positive ai tanti giovani che chiedono di svolgere la fondamentale esperienza di Servizio Civile”. “Ci auguriamo che con l’intervento del Governo abbia fine il tourbillon di proposte legislative di iniziativa parlamentare che, in alcuni casi, hanno prodotto elementi di confusione che di certo non sono risultati utili alle esigenze di cambiamento del Servizio Civile”.
26 gennaio 2010
R.M.