Napoli - "Un mondo senza più confini: questo immagina il nostro governo. Ma non nell'auspicato senso dell'integrazione, della globalizzazione. Molto più banalmente un mondo senza confini, perché le nuove generazioni non saranno in grado di riconoscerli". Lo afferma Andrea Olivero, portavoce del Forum del terzo settore, riferendosi alla riforma della scuola superiore. "Con la paventata 'Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei', in discussione in questi giorni, la geografia diventa una 'Cenerentola' delle materie - sostiene -. Scompare dagli istituti tecnici, viene accorpata a storia nei licei, e ovunque sensibilmente ridotta nelle ore d'insegnamento. Studiare geografia non vuol dire orientarsi su una cartina alla ricerca dell'itinerario migliore: per fare ciò è probabilmente meglio utilizzare il gps”.
“Ma nessun sistema satellitare - osserva – fa conoscere i popoli o capire le motivazioni culturali, sociali, politiche o geofisiche che portano alle migrazioni, agli scontri tra etnie, alle guerre". "Faccio un esempio per tutti - prosegue il portavoce del Forum del terzo settore -, come comprendere le conseguenze del crollo del Muro senza saper collocare geograficamente Berlino? Confini e nazioni sono in costante mutazione: la geografia è dunque una materia viva, cui il nuovo ordinamento scolastico dovrebbe dedicare più ore anziché tagliarle. Auspichiamo da parte del governo e del ministro Gelmini - conclude - un ripensamento in tal senso in fase di discussione definitiva affinché si eviti un ulteriore impoverimento della formazione culturale delle nuove generazioni".
2 febbraio 2010
R.M.