Approvata dopo circa dieci anni di lavori, la legge regionale n. 6 dell’ 8 febbraio 2010 “Norme per l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone straniere presenti in Campania”, ha costituito la base delle riflessioni e le proposte emerse dalla VII Conferenza Regionale dell’Immigrazione, l’ultima si è tenuta nel 2007. Oltre a essere stata “occasione per la politica di valutare se stessa e di essere valutata dagli interlocutori – ha dichiarato Alfonsina De Felice, assessore all’Immigrazione della Regione Campania -, l’incontro è stato importante finestra su situazioni di enorme disagio e problemi di carattere istituzionale, che talvolta rallentano il normale percorso verso una migliore accoglienza e una maggiore integrazione degli immigrati nel nostro territorio”
E’ stata presentata a Napoli la quarta edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi” curata dalla Comunità di Sant’Egidio e finanziata dall’assessorato alle Politiche sociali della Regione Campania. La guida raccoglie informazioni e indirizzi utili a chi vive per strada (con supporti in lingua nella parte dedicata all’accesso ai servizi), verrà distribuita da volontari e operatori di strada ma la si può richiedere anche direttamente alla Comunità di Sant’Egidio di Napoli. Nel corso della conferenza stampa di oggi, l’organizzazione ha anche reso noti gli ultimi dati sui senza tetto della città: oltre 1.500, per la maggioranza, uomini, stranieri e di età compresa soprattutto tra i 20 e i 45 anni. Il primo motivo per cui finiscono per strada è la disoccupazione.
Il 27% delle donne italiane lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio. Il dato, di fonte Istat, è stato divulgato durante la conferenza regionale del Lazio sul lavoro dal titolo “Avanti c’è posto. Di lavoro”. La direttrice generale dell'Istat Linda Laura Sabbadini, ha spiegato: ''Gli ultimi dati disponibili dicono che nel nostro Paese il 27% delle donne occupate che hanno avuto dei figli, in seguito hanno lasciato il lavoro. Il fatto di fare dei figli in Italia diventa un fattore di criticità per le donne sul posto di lavoro''. Sono in molti a suggerire di estendere l'indennità di maternità a tutte le lavoratrici e i congedi familiari a uomini e donne, ma sono provvedimenti che deve prendere il Governo e l'Europa: le Regioni possono solo indicare la strada
Dopo la protesta per le grandi difficoltà degli operatori delle case famiglia, che vivono un grave disagio causato dal ritardo dei pagamenti delle spettanze dovute per un servizio indispensabile e di primaria importanza, quale quello dei minori affidati dall'autorità giudiziaria, il Comune di Napoli gli riconosce 2 milioni di euro entro fine gennaio a dispetto dei quasi 37mila che gli competono. “Vorrei rassicurare gli operatori e i gestori di case famiglia - sottolinea Giulio Riccio, assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli - che l'Amministrazione comunale manterrà l'impegno di pagare, entro la fine del mese di gennaio, due milioni di euro”.
Rinnova il reddito di cittadinanza ma non prevede molto per il welfare la manovra finanziaria varata dalla Regione Campania, che punta sul sostegno all’occupazione e su qualche piccola misura per le famiglie più indigenti. Non un solo euro previsto per il finanziamento dei servizi socio-assistenziali.
Sono un luogo di inclusione sociale per persone disagiate ma anche imprese vere e proprie, capaci di competere sul mercato. Lo ha messo in evidenza un convegno organizzato dalla Regione Campania, la prima a legiferare su di loro.
Piazza Dante dal 18 al 20 dicembre 2009 (ore 10.00/20.00) si anima dei colori e dei profumi delle Botteghe del Sociale, la consueta iniziativa promossa dal Comune di Napoli e realizzata in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore napoletano, dedicata alle attività e ai prodotti dell’economia solidale. “Anche per quest’anno – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli Giulio Riccio alla presentazione – abbiamo deciso di mettere al centro della fiera lo sviluppo di forme di economia alternativa e consumo critico”.
In Italia ci sono oltre due milioni di disoccupati. Lo dice l’Istat che rileva un tasso di disoccupazione pari all’8% nel mese di ottobre del 2009, il massimo dal 2004, che arriva al 27% se si considerano i giovani fino ai 24 anni. Penalizzato, come sempre, il Sud. La Campania nel 2008 si conferma come la regione con il tasso di disoccupazione più elevato d’Europa: a Napoli sono occupate solo quattro persone su dieci. Ancora, la Campania ha un tasso di inattività – persone che, pur essendo in età da lavoro, non ne hanno uno e non lo cercano - pari al 51% contro il 37% della media nazionale. Una situazione che riflette l’accumularsi di una serie di congiunture negative: diminuiscono i lavoratori autonomi, ci sono sempre meno dipendenti a termine, si riduce anche il numero dei collaboratori, mentre aumenta quello dei precari o degli “invisibili”.
“Un giorno incontro Teresa, è una giovane ragazza che mi abita accanto, ha il polso fratturato e la spalla slogata. Le chiedo cosa le è accaduto. Lei mi risponde di non aver calcolato bene i tempi, non le era mai capitato, pensava che scendesse dopo”. A raccontarlo è il sociologo e formatore Claudio Renzetti. “Sembra una risposta sibillina, ma Teresa aveva ragione – aggiunge Renzetti -. Aveva assunto mezzo grammo di cocaina, come suo solito il sabato serra, ma a differenza delle altre volte aveva bevuto un Negroni in più. L’effetto della cocaina è sparito prima di quello dell’alcol e così ha perso il controllo dell’auto”. Non è detto, dunque, che l’alcol, sostanza legale, sia meno pericolosa della cocaina, sostanza illegale. E come per l’una è possibile autoregolamentarsi, così per l’altra un uso controllato può aiutare a ridurre gli effetti dannosi. È quanto il criminologo belga, Tom Decorte (seguito qui da noi da altri studiosi, come lo stesso Renzetti) promuove in giro per l’Europa, dopo aver condotto una ricerca sociologica nel 1999, per studiare i modelli di consumo di cocaina di 111 soggetti reclutati nei locali del divertimento di Anversa, persone “normali che conducono una vita normale”, che non hanno mai avuto bisogno di rivolgersi ai servizi, né hanno avuto problemi con la giustizia. Le stesse persone sono stati di nuovo intervistate a distanza di qualche anno, fra il 2002 e il 2004.
Al Centro “Il Girasole” ogni giorno si rivolgono donne provenienti da diversi quartieri di Napoli in cerca di un luogo sicuro, una parola di conforto, un consiglio. Aperto dal 2008 prima al rione Sanità e ora in via Tarsia 44 (e il venerdì anche nella Biblioteca “Flora” in via Nicola Nicolini 54), il centro offre ascolto e ospitalità a donne e bambini che hanno subito violenza o maltrattamenti attraverso un servizio di prima accoglienza svolto dalla Comunità residenziale per nuclei familiari gestita dalla cooperativa sociale L’Orizzonte. Accolte finora 104 persone, donne sopra i 30 con due figli in media e provenienti soprattutto dai quartieri di Secondigliano e Miano