la Città Sociale

Cos’è la Città Sociale

· Il nuovo “welfare di comunità” significa tante cose: diritto a star bene, intraprendere una sana vita di relazione riconoscendo e coltivando le risorse personali, conservazione e sviluppo delle proprie capacità fisiche. In sintesi, essere capaci di ritagliarsi un ruolo attivo nella società attraverso una rete di protezione, di solidarietà e di servizi che possano concretamente dare attuazione ai diritti di cittadinanza di ognuno.

· La Città Sociale asseconda e persegue questi scopi. Determinare integrazione e sinergia tra istituzione e cittadini vuol dire infatti relazionarsi con l’Unità Territoriale di Base che rappresenta l’ambito entro cui si vuole gestire e far crescere il suddetto welfare di comunità.


A proposito di diritti di cittadinanza

· I destinatari degli interventi sociali non vanno inquadrati più come soggetti passivi che recepiscono soltanto i servizi bensì – alla luce del nuovo modello di wlfare di comunità - quali elementi attivi, “positivi”. Devono perciò essere messi in condizioni di partecipare al discorso pubblico in qualità di autori attivi delle politiche e non come dei semplici fruitori, mediante azioni di sensibilizzazione e maggiore comunicazione.

· Una buona attività di comunicazione richiede una continuità d’azione e non sporadici interventi a “spot”, spesso scoordinati o in contrasto tra loro che creano una immagine pubblica mal presentata o controversa.

· Il Comune di Napoli, in tal senso, intende promuovere la cultura dei diritti cittadinanza e della loro esigibilità e – parallelamente - una nuova cultura del servizio in un sistema di qualità totale orientato al cittadino/utente. Il tutto all’interno del cosiddetto processo di “infrastrutturazione sociale urbana”.

· La comunicazione sociale dovrebbe essere un motore di cambiamento, “in grado di produrre modificazioni nell'ordine sociale, là dove il pubblico e il privato si incontrano”.

· L’Amministrazione Comunale, all’interno del sistema cittadino di welfare,  svolge un ruolo centrale nella messa in "opera" di un luogo di comunicazione dei problemi della collettività in grado di stimolare la partecipazione della comunità locale ad un lavoro di confronto, di riflessività delle istituzioni, sui criteri di rilevanza sociale e di pertinenza delle problematiche legate alla molteplicità dei fattori connessi ai fenomeni di disagio sociale attivando processi di libera comunicazione che siano da stimolo al discorso pubblico sulla definizione dei problemi e sulla ricerca di soluzioni.

· Pertanto, i bisogni delle fasce più deboli della cittadinanza non devono rimanere problemi d’interesse esclusivamente privato, ma devono entrare a far parte di un processo culturale di comunicazione, di responsabilità, di ricerca di senso e possibili soluzioni collettive.