Socialmente pericolosi, nasce la scuola di cinema ai quartieri spagnoli
Inaugurata la sede in via nuova Santa Maria Ogni bene
Nasce nel cuore dei quartieri spagnoli, in via nuova Santa Maria Ognibene 30, la scuola di formazione in mestieri legati al cinema e alla televisione, promossa dall’associazione “Socialmente pericolosi”, di cui è vicepresidente il giornalista Fabio Venditti.
“Ad oggi sono 4 gli insegnanti che si occuperanno di riprese, montaggio e sceneggiatura, a fronte di oltre 10 allievi, ma il progetto prevede l’ estensione ad un’utenza molto più vasta.” – spiega Venditti. Il progetto è patrocinato dal Comune di Napoli: “Il coraggio di quest’iniziativa merita il nostro appoggio” – commenta l’assessore alle politiche sociali Sergio D’Angelo.
L’idea nasce alcuni anni fa dall’incontro tra Venditti e l’ex boss della criminalità organizzata Mario Savio. “Con Savio ci siamo riproposti di fare qualcosa per strappare i giovani di Napoli alla malavita – ricorda il giornalista, che ha collaborato con la Rai e con Mediaset - A questo progetto hanno creduto professionisti come Yuri Parascandalo, Franceso Damiano e Alessandra Di Pietro, che mettono a disposizione la loro opera in modo volontaristico, e l’amministrazione comunale di Napoli, che ci ha sostenuto fin dall’inizio”. In cantiere un primo prodotto audio video per il Giffoni Film Festival. E’ stata avviata anche una collaborazione con il produttore Gaetano Di Vaio, che annuncia di aver già pronto un soggetto su cui far lavorare i ragazzi di “Socialmente pericolosi” con un gruppo di giovani filmaker di Scampia. “La mia paura – segnala Di Vaio – è creare aspettative troppo alte nei ragazzi, che invece di cercare la fama, dovrebbero coltivare la sola cosa che cambia la vita: la cultura. Io mi sono formato nel Gridas, nel Mammut, nel centro Chi Rom e chi no, dove ho imparato a rispettare la mia dignità. Questo vorrei insegnare ai ragazzi: a riconoscere la dignità, a non vendersi, a saper trattare, a scambiare per crescere, ma con onestà. Ai ragazzi vorrei dire che loro non sono sotto nessuno.”
Alcuni dei giovani iscritti alla scuola parlano del loro presente e del loro futuro: “A Napoli non c’è lavoro, è facile seguire una cattiva strada. Questo corso è un modo per fuggire dal nulla, siamo fortunati.” Non tutti vogliono fare gli attori, c’è chi si adatta a mestieri meno incentrati sulla visibilità. Amano Napoli, nonostante difficoltà e drammi quotidiani. “Non vogliamo essere costretti a lasciare questa città – affermano con decisione - vogliamo restare e lavorare per cambiarla”.
Daniele Pallotta





