La Pizzarotti S.p.A. coinvolta nella costruzione della A1 Gerusalemme-Tel Aviv condannata dal Comune di Napoli
Il Consiglio valuta l’esclusione dai bandi pubblici di qualsiasi azienda o soggetto violi i diritti umani
Ha realizzato le torri 7d e 7g del centro direzionale ed è tra le imprese che stanno partecipando alla costruzione della stazione metropolitana di Piazza Garibaldi. Ma molto probabilmente sono gli ultimi lavori che la Pizzarotti & C. S.p.A. eseguirà per il Comune di Napoli.
Il Consiglio Comunale di Napoli ha votato ed approvato a maggioranza l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Fucito, Vasquez, Moxedano, Borriello e Fiale in cui si "esprime condanna morale e politica nei confronti della ditta Pizzarotti & C. S.p.A. per la partecipazione ai lavori di costruzione della A1 Gerusalemme- Tel Aviv".
La nuova linea ad alta velocità, “infatti ad uso esclusivo della popolazione israeliana, percorre6,5 kmattraverso la Cisgiordania occupata, con la confisca di proprietà private palestinesi nei villaggi di Beit Iksa e Beit Sourik, inclusi terreni agricoli riconosciuti dalla Corte Suprema Israeliana come 'risorsa fondamentale per la sussistenza' delle comunità".
“La linea ferroviaria A1 è costruita in violazione del Diritto Internazionale Umanitario e dei Trattati internazionali sui Diritti Umani, tra cui la IV Convenzione di Ginevra. Di recente l'ONU ha emesso altre nove risoluzioni contro il mancato rispetto del Diritto Internazionale da parte d'Israele, ma senza conseguenza alcuna”- spiega Flavia Lepre del movimento BDS boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni contro Israele.
L'ordine del giorno votato è anche una risposta ai cittadini e cittadine ed organizzazioni di attivismo civile che da qualche mese hanno dato vita alla campagna "Libera Napoli dalla Pizzarotti!" portando avanti una raccolta di firme per l'esclusione della ditta da futuri appalti, finché non conformerà il proprio comportamento all'estero alla normativa a difesa dei diritti umani. La campagna cittadina rientra in quella di dimensioni internazionali spiegata sul sito: www.stopthattrain.org.
Il Consiglio Comunale di Napoli, è il secondo in ordine di tempo, dopo quello di Rho, ad aver accolto l'invito della campagna nazionale a sollecitare la Pizzarotti a ritirarsi dall'ennesimo progetto israeliano di colonizzazione della Cisgiordania ed, in ultima istanza, di espulsione indiretta della popolazione civile palestinese.
Il testo napoletano inoltre impegna il sindaco e la giunta "a valutare la possibilità di inserire nel regolamento per la partecipazione a bandi comunali per l'esecuzione di opere pubbliche la clausola che escluda la partecipazione di aziende e soggetti economici che operino in violazione dei diritti umani e/o in contrasto con il diritto internazionale e ad inserire in ogni contratto, di qualsiasi tipologia, la clausola obbligatoria 'tale contratto verrà annullato se la ditta contraente risulterà implicata in conclamata violazione del diritto e delle Convenzioni internazionali."
Il 2 marzo alle 17.00 nella sala multimediale del consiglio comunale di Via Verdi, 35, si terrà un’iniziativa di BDS e delle altre associazioni della campagna "Libera Napoli dalla Pizzarotti!" che prevede la proiezione di una serie di documentari in occasione della settimana contro l’apartheid israeliana che si tiene da otto anni dal 20 febbraio al 10 marzo.
Alessandra del Giudice






