Sette immigrati su 10 con problemi d’inserimento
In Italia il 70 percento degli immigrati non riesce a inserirsi e uno su dieci soffredi un disturbo post traumatico da stress. Dati emersi da una ricerca dell`Area sanitaria della Caritas: su un campione di 391 migranti visitati nel servizio di medicina generale del poliambulatorio Caritas di Roma per persone in condizione di fragilità sociale, il 73 percento riporta gravi difficoltà di vita in Italia e più del 10 percento è afflitto da un disturbo post traumatico da stress (Ptsd). Inoltre, per ogni difficoltà post-migratoria in più, il rischio relativo di avere un PTSD aumenta di 1,19 volte.
Per Enrico Garaci, presidente dell`Iss, i dati confermano che " Nella popolazione immigrata è fondamentale un`attenzione altissima alla sofferenza psichica che può riflettere forti disagi materiali senza dimenticare mai che anche lo sradicamento e la solitudine possono far ammalare altrettanto il corpo in quell`unità indivisibile che è la persona".
Per Massimiliano Aragona psichiatra del progetto Caritas Ferite Invisibili: “Il migrante vive in uno stato emotivo di forte allarme, con pensieri intrusivi e ricorrenti delle esperienze traumatiche vissute, difficoltà a concentrarsi, insonnia, incubi, tendenza a isolarsi per paura di subire nuove violenze, dolori e altri sintomi somatici su base psicologica. Le persone in questo stato non riescono ad apprendere e possono avere difficoltà sul lavoro, nei casi più gravi sono così spaventati che possono addirittura non andare in questura a presentare la domanda per il riconoscimento del loro status di rifugiato. La vista di una persona in divisa può ricordargli violenze subite in passato".






