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Fare teatro a Piscinola tra mille ostacoli

L’appello: “Il Forum delle Culture guardi alle periferie”

teatroareanordDa dieci anni il Teatro Area Nord è un presidio di cultura e aggregazione sociale a Piscinola: laboratori per ragazzi, corsi di musica e un cartellone di livello nazionale, il tutto a prezzi popolarissimi. Ora però rischia la chiusura per problemi strutturali. L’appello dei gestori: “Il Forum delle Culture sia un’occasione per rilanciare questa esperienza”.

Sulla sala grande da 450 posti il sipario non si è mai sollevato. Dal tetto piove acqua e i lavori di rifacimento della copertura non sono mai stati realizzati. Gli uffici tecnici ne hanno dichiarato l’inagibilità. Così tutte le attività del Teatro Area Nord vengono svolte nella sala più piccola da 150 posti. “E’ una situazione che si perpetua da quando abbiamo messo per la prima volta piede qui dentro”, spiega Lello Serao che con la compagnia Libera Scena Ensamble, fondata insieme a Rosario Carpentieri, gestisce il Teatro comunale. Un affidamento ottenuto attraverso un bando regionale nel 2000. “I primi anni sono stati sconfortanti, la gente del quartiere ci guardava come se fossimo dei marziani – continua Serao – poi con il tempo i laboratori per ragazzi hanno cominciato ad ingranare. Oggi per gli spettacoli i posti sono sempre tutti occupati”. Nonostante le difficoltà oltre ad un cartellone stagionale di livello nazionale, l’attività della compagnia è intensissima: la sala è impiegata praticamente tutti i giorni, cineforum, spettacoli per le scuole, corsi di danza e incontri letterari, ma soprattutto laboratori di recitazione rivolti a bambini e ragazzi. Su quel palco hanno mosso i primi passi Ciro D’Errico, oggi apprezzato attore di teatro e Salvatore Ruocco, che il pubblico del cinema ha conosciuto come interprete di Gomorra, Gorbaciov e Napoli, Napoli, Napoli di Abel Ferrara. “Tutto questo oggi rischia di finire. Pur di andare avanti ci sobbarchiamo moltissime spese, comprese quelle per la manutenzione ordinaria e le pulizie, in cambio raccogliamo il disinteresse delle istituzioni”.

Anche raggiungere il teatro diventa un’impresa. La richiesta di deviare il percorso di alcune linee di autobus per servire meglio quella zona di periferia estrema non è stata mai presa in considerazione. E manca persino la cartellonistica stradale: le tabelle ci sono, acquistate con le offerte di alcuni cittadini, l’autorizzazione a fissarle, invece, no. Si attende da mesi il via libera degli uffici tecnici della municipalità. “Abbiamo cercato inutilmente di fare in modo che questo spazio fosse coinvolto nel cartellone del Teatro Festival. Siamo sempre stati tagliati fuori”, accusa Serao, “Ora ci siamo proposti al Festival delle Culture, se non riceveremo risposte allora per noi sarà un segnale chiaro. Non ci resterà altro da fare che chiudere”.

Il caso del Teatro Area Nord non è il solo, in difficoltà analoghe versa anche il vicino Auditorium di Scampia. Uno spazio da mille posti. Dichiarato inagibile da tempo il palco che ha visto nascere la straordinaria esperienza di “Arrevuoto”, lo spettacolo realizzato da ragazzi Rom e del quartiere e portato in scena con grande successo nei principali teatri cittadini. Associazioni territoriali e gruppi teatrali non hanno intenzione di arrendersi. E per ora continuano a tenere vivo il teatro lavorando nel foyer.

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da Redattore Sociale