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Marina Giordano alias Nina Soldano: da femme fatale a paladina dei diritti gay

L'attrice ci racconta il suo impegno dentro e fuori la scena

nina-soldanoVulcanica e imprevedibile, sulla scena di un Posto al Sole dal 2003, Marina Giordano è interpretata dalla bella e impegnata Nina Soldano.
La femme fatal, animatrice del lato melò del social drama, ha svelato negli anni un lato fragile portando in scena temi sociali forti: l’alcolismo, lo sdoppiamento di personalità, la depressione, la pazzia. L’ultima grande sfida nel giugno-luglio 2011 è stata quella di raccontare una relazione lesbica. Una grande prova di attrice, ma anche di donna per Nina Soldano.

Le piace il personaggio che interpreta?

E’ un personaggio che 8 anni fa partì in sordina, si trattava di una mamma frivola, poi lentamente l’ho portato verso la sfera melò, le ho attribuito delle corde più scure. E’ un personaggio che adoro perché cambia a seconda delle energie che avverte. E’ vulcanica, brucia le tappe. E’ leale, ma se qualcuno le intralcia il cammino lei graffia. E’ uno dei personaggi sulla punta dell’iceberg di Un posto al Sole.

Marina nel giugno scorso ha vissuto una relazione omosessuale: una donna graffiante, piena di maschi  si è fatta travolgere da una donna libera. Come ha vissuto questa esperienza Nina?

Gli autori sanno che sono una persona molto presente: se mi propongono qualcosa di forte in cui credo accetto. E loro hanno affrontato questo tema con grande rispetto e sensibilità. E’ stato un raccontare i sentimenti attraverso gli sguardi, una carezza sul viso; l’unica cosa più “eccessiva” è stato un bacio leggero. Per me non è stato facile raccontare la storia di due donne mature con due percorsi completamente diversi che si innamorano. Ma è piaciuto il mio modo delicato di interpretare questa emozione: ho ricevuto un grande apprezzamento dalla Rai e alla fine c’è stato un abbraccio emozionante con gli autori.

Come hanno reagito i telespettatori?

Ho ricevuto una valanga di mail, l’Italia si è spaccata in due: una buona fetta di pubblico ha dimostrato gradimento e gratitudine per un’attrice che “finalmente non si nasconde e supera il muro” mentre un’altra fetta di donne, soprattutto mamme, mi ha criticato aspramente con affermazioni del tipo: “ad un Posto al Sole in prima serata mandate queste immagini scandalose!” o “non guarderemo più la trasmissione”. Addirittura alcuni spettatori hanno esposto uno striscione omofobo e offensivo nei miei confronti fuori la Rai e in un’altra occasione sono stata quasi aggredita per lo stesso motivo. A queste persone ho risposto che esiste il telecomando per cambiare canale e che se i loro figli crescono violenti e repressi è perché sono loro che gli inculcano la malizia gratuita.

Lei ha scelto di difendere i diritti degli omosessuali anche fuori dallo schermo…

Da sempre sono stata a favore dell’espressione della propria identità sessuale e in questo caso è stato naturale uscire allo scoperto come Nina, raccontando il dispiacere nel leggere quelle mail.  Per questo ho ricevuto i complimenti dell’onorevole Paola Concia che mi ha detto “finalmente una delle poche che hanno il coraggio di portare avanti questa scelta”.

Marina ha raccontato anche l’alcolismo, lo sdoppiamento di personalità, la depressione, la pazzia. Non vedo perché alcuni temi sociali vengano apprezzati dalla massa e altri attualissimi vengano ancora oggi condannati. Il fatto di aver suscitato critiche dimostra che il problema dell’omofobia è attuale e che abbiamo fatto bene a trattare il tema.

Lei dimostra il suo impegno sociale anche in altri modi fuori dallo schermo…

A prescindere dal personaggio io ho sempre partecipato parallelamente a battaglie forti ed importanti come quella contro l’abbandono dei minori e la povertà nel mondo. Ho due bambini adottati a distanza in Africa che vado a trovare spesso. In futuro mi piacerebbe essere utile come testimonial per la difesa dei diritti dei minori e delle donne.

Se dovesse scegliere un altro tema sociale da portare sotto i riflettori quale sceglierebbe?

Compatibilmente con lo svolgersi della storia, gli autori sono aperti ad ascoltare le nostre proposte. Lo stalking è stato trattato anni fa da Silvia, ma lo vorrei riproporre perché, così come la violenza sulle donne, è un crimine che non accenna a diminuire e continuare a raccontarlo può, nel nostro piccolo, far reagire le donne.

Alessandra del Giudice

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