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La lunga fuga del bomber africano

di Maria Nocerino

kalasPort Harcourt (Nigeria) - Tuoro (Italia). È il viaggio che Kalas, giovane scappato dalla Nigeria dove è ricercato per motivi politici, affronta rischiando più volte la vita per trovare asilo nel nostro paese. La storia di Kalapapa Ngeri, questo il suo nome completo, è raccontata dal giornalista napoletano Goffredo De Pascale nel suo libro Africa Bomber (Add Editore, giugno 2010, 190 pagine, 15 euro). L’autore dedica il testo «a tutti coloro che hanno avuto la forza di ricominciare». Proprio come il protagonista. Nigeriano, appartenente alla minoranza igbo di religione cristiana, calciatore e cantante hip hop, Kalas ha il coraggio a soli diciassette anni, insieme ad altri amici, di denunciare con le sue canzoni i problemi e le diseguaglianze sociali esistenti nel suo paese. Questo il motivo per cui la polizia comincia a dargli la caccia costringendolo ad intraprendere un “viaggio della speranza” che dura più di un anno, buona parte del quale trascorso in Libia, dove lavora clandestinamente in una fattoria. Tra stenti, difficoltà e momenti di disperazione, il ragazzo si trova ad affrontare prima le asperità del deserto del Sahara, che percorre a dorso di cammello, poi le avversità delle acque del Mediterraneo, che attraversa su un barcone insieme ad altri 250 clandestini nelle sue stesse condizioni. Sbarcato a Lampedusa, dopo una lunga trafila in un centro di accoglienza, riesce ad ottenere lo status di rifugiato politico riconosciuto dalla Convenzione di Ginevra. Kalas viene poi trasferito in Umbria, alla Caritas di Todi, dove il suo talento calcistico viene notato da un agente della Questura di Perugia. Comincia così la nuova vita del bomber africano, che viene ingaggiato come centravanti dal Tuoro, squadra umbra di seconda categoria. La traversata del giovane nigeriano, testimoniata per la prima volta da un articolo pubblicato dal “Manifesto” il 26 novembre del 2009 e ripresa successivamente dalla trasmissione Rai “Tatami”, si consuma tra il 2007 e il 2008, il 2009 è l’anno dell’ingresso in società nella cittadina perugina nonché piccola squadra di calcio del Tuoro; infine il 19 marzo 2010 Kalas fa il suo esordio internazionale nello stesso ruolo del suo idolo Balotelli. Le tappe del suo viaggio si snocciolano nella forma semplice e immediata dell’intervista, a cui si alternano momenti di riflessioni del giornalista-intervistatore sulla situazione del paese d’origine del protagonista e sulle drammatiche condizioni vissute dagli immigrati che arrivano clandestinamente in Italia. Non tutti sopravvivono, Kalapapa Ngeri ha avuto fortuna. Lui stesso non riesce a trovare una spiegazione razionale: «Dio ha salvato la mia vita» continua a ripetere. «Sono stato ingiustamente costretto a fuggire, ho perso tutto, ho trovato tanto, mi sono rialzato e ho ripreso a correre» racconta Kalas e promette: «Presto tornerò anch’io a segnare».

Goffredo De Pascale ha lavorato per varie testate giornalistiche, tra cui “Ansa”, “Roma”, “l’Unità”, ha vinto il premio Enzo Baldoni 2008 come ideatore di un documentario sui bambini e le religioni monoteiste (Rai Tre), e ha collaborato a numerosi programmi radiofonici e televisivi.

(Fonte: Agorà Sociale)

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