La violenza di genere e i servizi di prevenzione e contrasto
di Maria Nocerino
Ne nostro Paese ogni tre giorni una donna viene uccisa dal suo partner, un uomo che molto probabilmente aveva deciso di lasciare, un uomo che molto probabilmente aveva anche denunciato, senza però avere ottenuto la giusta protezione. Sappiamo ormai, anche per un’escalation mediatica che ha portato in breve tempo in Italia all’approvazione della legge sullo stalking, che la vera emergenza è la violenza domestica; il luogo meno sicuro per le donne è la propria casa. «Perché allora continuiamo a non vedere quello che è sotto i nostri occhi?»: questa è la provocazione da cui parte il libro La violenza di genere: i servizi di prevenzione e contrasto sottotitolo Le buone prassi delle Case delle donne e dei Centri antiviolenza, la nuova pubblicazione di Gesco edizioni (collana Agendo book, anno 2009, 87 pagine) dedicata a un problema di cui non si parla mai abbastanza. Duplice l’obiettivo del volume. Da una parte, essendo stato prodotto e curato direttamente dagli operatori delle cooperative sociali Dedalus ed Eva, il testo si propone come una sorte di guida pratica per gli addetti ai lavori - operatori di giustizia e responsabili dei servizi socio-sanitari – e per tutti coloro che lavorano per il contrasto a violenze ed abusi su donne e bambini e la promozione di pari opportunità. Allo stesso tempo, il libro rappresenta il tentativo di riordinare una materia complessa, sia in termini storico-culturali sia in termini legislativi, per dare una definizione il più corretta possibile della violenza di genere.
Realizzato nell’ambito del progetto S.F.I.D.A. (Azioni di sensibilizzazione, formazione, informazione dirette al contrasto delle violenza sessuale e di genere) finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari opportunità, il manuale, dopo un breve excursus storico-legislativo a livello nazionale e internazionale, rivolge particolare attenzione al modello normativo italiano, modello che appare ancora profondamente debole e frammentato.
«Al di là dello stupro che fa notizia, tutti i giorni vengono consumate violenze ai danni di donne e bambini, anche loro vittime della violenza “intrafamiliare” o “assistita”, e nessuno ne parla», sostiene una delle autrici, Raffaella Palladino, responsabile del centro anti-violenza Eva di Caserta.
Nel percorso di riconoscimento della violenza, centrale è senz’altro il compito degli esperti - sociologi, psicologi, giudici – che si attivano attraverso specifiche strategie di protezione e di sostegno alle donne che l’hanno subita. Donne italiane ma anche straniere, vittime di tratta, i cui aguzzini tengono in pugno mostrando un falso interesse sentimentale nei loro confronti.
Secondo gli autori, sarebbe necessario soprattutto un cambiamento culturale, mentre sul piano delle leggi e delle politiche di intervento, l’esempio a cui dovrebbe guardare l’Italia èla Spagna, ad oggi il solo stato in possesso di una legge organica sulla violenza di genere (approvata il 28 dicembre 2004 dal governo Zapatero), che, anche grazie all’istituzione di tribunali di genere e nuovi procuratori specializzati nel ramo, ha visto crescere il numero di denunce e rompersi il muro del silenzio.
Per informazioni
Per chi fosse interessato, è possibile richiedere una copia gratuita a:
Cooperativa sociale Eva
Via Jan Palach, Central Park
S. Maria Capua Vetere - Caserta
tel. e fax: 0823840600
e-mail: coopeva@tin.it
(Fonte: Agorà Sociale)






