L’angelo che imparò a volare
È diventata una favola la storia del piccolo Francesco Pio Martinisi e della nonna Enza morti in una camera iperbarica a Miami nel 2009. Si chiama L’angelo che imparò a volare(Edizioni Melagrana, pagg.60, euro 10) e a scriverla è Anna Verlezza, un'insegnante amica della famiglia del piccolo, il paese di cui è originaria la famiglia del piccolo. Che sulla vicenda sta ancora cercando di sapere la verità: «Le indagini sono in una fase di stallo – spiega Luigi Martinisi – gli americani criticano tanto la giustizia italiana però su questa vicenda non è stata fatta ancora luce, forse perché all’inizio, sconvolti, ci siamo tenuti lontani da televisioni e radio. Ma vorremmo conoscere la verità».
Francesco Pio aveva 4 anni e mezzo, la nonna 62: morirono per un incendio scoppiato nella camera iperbarica sperimentale della clinica americana dove il piccolo, affetto da tetra paresi spastica per un’anossia da parto, era sottoposto a terapia. Ci era arrivato grazie a una raccolta fondi che aveva mobilitato tutta la comunità del suo paese, San Felice a Cancello. «Francesco era un bambino molto intelligente – ricorda il padre Luigi - e le terapie cui era sottoposto in America lo avevano reso più calmo, gli giovavano molto». La speranza ora è che il libro, che racconta questa vicenda in forma favolistica adatta a bambini e adulti, riaccenda l’attenzione sul caso dal punto di vista giudiziario. L’idea della favola nasce da una filastrocca (riportata nel retro di copertina del libro) che l’autrice regalò alla mamma di Francesco Pio dopo la tragedia, nel tentativo alleviarne un po’ il dolore. Nella favola il bambino è un angelo con un’ala rotta per la caduta sulla Terra, dove incontra nonna Enza (anche lei sotto forma di angelo) per una missione speciale. Il libro, che è illustrato e ha un’appendice didattica (tanto che può essere adottato come libro di testo per i laboratori di lettura e di scrittura creativa delle scuole), ha diverse finalità benefiche, che sosterrà con il ricavato delle vendite, visto che sia l’autrice che la casa editrice hanno rinunciato ai proventi. Innanzitutto finanziare il progetto Il sorriso di Frio, che attiverà laboratori per bimbi disabili a San Felice al Cancello, e sostenere la realizzazione della Fattoria “Melagrana” promossa dalla casa editrice – che con i libri sostiene le attività dell’omonima associazione presieduta da Roberto Malinconico - a Dugenta, finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro di ragazzi con lievi disabilità. Infine rientra nell’iniziativa anche il sostegno a un Service bus che gira per la Campania offrendo aiuto psicologico itinerante.
i.p.






